La famiglia delle ombrellifere

Come spiega la Nutrition Foundation of Italy, le comuni carote arancioni sono il risultato di incroci condotti in Olanda nel XVI-XVII secolo tra la varietà gialla e quella viola scuro, in onore della dinastia Orange. Questa varietà è ricca di pro-vitamina A, quella viola apporta antocianidine e flavonoidi e la carota gialla fornisce luteina.

Meglio cotte

 

Meglio sgranocchiarle crude o cuocerle al vapore o in forno? Sono sempre buone, e fanno sempre bene, ma cotte e non pelate sono meglio. Un etto di questo ortaggio, infatti, contiene ben 6.888 microgrammi di betacarotene, più del doppio di altri vegetali che ne sono già molto ricchi.

Il betacarotene, che può essere convertito nell’organismo in vitamina A, è forse il più noto elemento della famiglia dei carotenoidi. Cuocendo le carote, viene assorbito meglio dall’organismo. Il calore ammorbidisce le pareti cellulari, rendendo infatti più assimilabili i carotenoidi. Se poi si assumono insieme a un po’ di grassi (ad esempio, un pezzo di formaggio), saranno disponibili ancora più facilmente, trattandosi di sostanze liposolubili.

Attenzione, se soffrite di iperglicemia meglio mangiare le carote crude perché cotte hanno un alto valore glicemico.

Prevengono
il tumore al seno…

Mangiare regolarmente questi ortaggi arancioni può abbassare drasticamente la possibilità di sviluppare alcune tipologie di neoplasia mammaria. Lo ha dimostrato uno studio condotto dai ricercatori dell’European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition.

Le carote, infatti, sono ricche di betacarotene, vitamina C e licopene: le donne che ne assumono buone quantità hanno tra il 40 e il 60% di possibilità in meno di andare incontro a tumore al seno. Stesso effetto positivo lo hanno spinaci, peperoni rossi e mango.

… E altri tipi di tumore

 

Un’analisi su cinque studi precedenti ha dimostrato che aumentare l’assunzione di carote può diminuire il rischio di cancro allo stomaco fino al 26 per cento.

Un altro studio ha evidenziato come mangiare molto spesso carote abbassi del 18% le possibilità di sviluppare il cancro alla prostata.

Un’importante ricerca svolta in Lombardia ha analizzato la dieta di quasi 1.300 persone, alcune con il tumore al polmone, altre sane. Si è dimostrato che i fumatori che non mangiano carote hanno un rischio tre volte maggiore rispetto a coloro che le mangiano più di una volta a settimana.

Contro l’invecchiamento

Il betacarotene contenuto nella carote è un antiossidante che protegge le cellule dall’invecchiamento causato dai radicali liberi. Per questo, la carota è considerata uno dei 5 migliori cibi per rallentare i processi legati all’avanzare dell’età.

Fanno bene alla vista

La vitamina A è indispensabile per la salute degli occhi perché è responsabile della visione notturna, cioè quella che ci permette di scorgere forme e oggetti anche in assenza di luce (scopri qui gli altri 8 nutrienti che fanno bene alla vista).

Se la vitamina A è carente, questa capacità potrebbe venire meno e l’occhio potrebbe soffrire di secchezza oculare. Ne è ricca la carota: 100 grammi di questo ortaggio sono più che sufficienti a coprire la razione giornaliera raccomandata di vitamina A.

Ottime in inverno

Nella stagione fredda le carote sono perfette. La vitamina A è essenziale per le difese immunitarie, mentre gli antiossidanti che fornisce aiutano a ridurre i rischi delle malattie croniche. Per questo motivo non può mancare sulla tavola di chi, in inverno, ha sempre le labbra screpolate e il naso spelato.

Proteggono dal sole

Il betacarotene vanta anche un’intensa azione fotoprotettiva, contrastando i radicali liberi e potenziando l’effetto della melanina durante l’esposizione ai raggi solari.

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