La dieta alcalina è un regime che si propone di aiutare a perdere kg, ottimizzando nel contempo il pH dell’organismo.

Questo approccio alimentare, che non prevede regole relative a dosaggi e apporto calorico, è orientato alla ricerca del perfetto equilibrio acido-base del corpo umano.
Quando i valori in merito sono alterati, si può infatti avere a che fare con problemi fastidiosi, come per esempio la fragilità ossea, il sovrappeso, l’insorgenza di patologie infiammatorie quali artrite.

Considerata utile contro diverse malattie, la dieta alcalina è in grado – grazie a un intervento sul pH dei liquidi interstiziali delle cellule – di promuovere un senso di benessere generale. Le basi del suo schema alimentare prevedono innanzitutto la divisione dei cibi tra acidi e alcalini. Il principale punto di riferimento in merito è la scala del pH, i cui valori sono compresi tra 0 e 14.

Gli alimenti con pH inferiore a 7 sono considerati acidi. Quelli con un pH superiore sono invece annoverati nell’elenco dei cibi basici/alcalini. Ad aiutare a capire se un alimento è acido o basico contribuisce anche la presenza o l’assenza di determinati elementi (ad esempio: i cibi caratterizzati dalla presenza di zolfo sono considerati acidi, mentre quelli ricchi di minerali come il potassio e il magnesio alcalini). Detto questo, si ricorda che il grado di acidità ideale del corpo umano è compreso tra 7,3 e 7,4 di pH.

Le indicazioni della dieta alcalina prevedono il fatto di mettere in tavola alimenti il più possibile basici, il che implica una prevalenza di verdure e una diminuzione dell’apporto di grassi animali. Questo approccio è un’ottima base per perdere peso. L’ipotetico menu può includere verdure a foglia verde (spinaci, broccoli, cavolfiori, sedano etc), ma anche frutta, con una particolare predilezione per mele, banane, ananas, melone e mango. La dieta alcalina consente pure l’assunzione di frutta secca, in particolare mandorle. Si possono portare in tavola anche i cereali integrali, possibilmente privi di glutine.

Per quanto riguarda gli alimenti che andrebbero esclusi dalla propria alimentazione, si ricordano le carni rosse (il pesce invece non crea problemi in quanto acidifica poco), ma anche i latticini di origine vaccina, le uova, i cereali e le farine raffinate. Il comune sale da tavola (cloruro di sodio) andrebbe sostituito con spezie o con sale rosa, il che è un oggettivo vantaggio per quanto riguarda la lotta contro la ritenzione idrica. Da bandire, se si ha intenzione di seguire le indicazioni della dieta alcalina, è anche lo zucchero bianco, da sostituire con alternative come il miele biologico, che apporta benefici anche alla qualità del sonno e all’efficienza del fegato.

Questa dieta, da iniziare solo dopo aver chiesto il parere del medico, va associata a uno stile di vita sano e caratterizzato da un basso livello di stress, fattore che contribuisce molto all’acidificazione dell’organismo.

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