Ne vanno pazze modelle famose come Sara Sampaio, attrici del calibro di Gwyneth Paltrow, Jennifer Aniston, Sarah Jessica Parker e perfino la duchessa di Cambridge Kate Middleton, che pare li abbia inseriti nel menù per rimettersi in forma dopo il parto dei royal baby. Nel frattempo, a New York, Los Angeles, Londra, Parigi, ma anche a Milano e a Roma sono spuntati locali e bar specializzati nella produzione degli estratti.

La composizione nutrizionale

I motivi di tanto successo? Gli estratti di frutta e verdura sono buoni, colorati, freschi, ideali soprattutto durante l’estate quando la colonnina di mercurio sale. In più sono un vero e proprio concentrato di benessere, ricchi di vitamine, che assicurano il rinnovo delle cellule; sali minerali (potassio, magnesio, calcio, ferro), che svolgono importanti funzioni, come contribuire all’attivazione del metabolismo e allo sviluppo di organi e tessuti; antiossidanti, che contrastano i radicali liberi e l’invecchiamento.

Da consumare con regolarità

A evidenziare i benefici di questi drink sono anche alcune ricerche scientifiche. In particolare, uno studio del 2011, pubblicato sul Journal of the American College of Nutrition, sottolinea che il consumo regolare di estratti per 14 settimane favorisce un significativo aumento, nell’organismo, dei livelli di betacarotene, vitamina C ed E, selenio, acido folico, riducendo nel contempo lo stress ossidativo e l’omocisteina, un amminoacido la cui elevata concentrazione nel sangue è spesso indice di carenze vitaminiche.

Quello alla barbabietola abbassa la pressione

Inoltre, secondo un’altra ricerca, pubblicata su Hypertension, una delle riviste ufficiali dell’American Heart Association, l’assunzione quotidiana di estratto di barbabietola rossa può contribuire a ridurre significativamente la pressione alta. Merito dei nitrati, sostanze presenti in percentuali elevate nel succo del vegetale, che vengono utilizzate dall’organismo per produrre l’ossido nitrico, fondamentale per favorire la dilatazione dei vasi sanguigni.

Come una spremitura a freddo

Preparare in casa (scopri qui come), in modo veloce, questi elisir di salute è semplice: basta un estrattore. «Si tratta di strumenti che, come piccoli frantoi, spremono a freddo frutta e verdura attraverso una vite senza fine, detta coclea, verticale o orizzontale, che gira lentamente (circa 40-80 giri al minuto). In questo modo, non si produce calore, che può alterare i valori nutritivi, e si ottiene un succo omogeneo, privo di schiuma», spiega Stefano Erzegovesi, specialista in scienza dell’alimentazione all’ospedale San Raffaele Turro di Milano . «Inoltre, tali apparecchi consentono di estrarre il massimo del succo dalle cellule vegetali, tant’è che il residuo risulta sempre piuttosto secco. Ciò torna utile soprattutto nel caso dei vegetali più fibrosi, come, ad esempio, gli spinaci, naturalmente poveri di succo».

La differenza con il centrifugato

Diverso, anche se apparentemente simile, il funzionamento della centrifuga, che produce i centrifugati. Quest’ultima è uno strumento dotato di sottili lame circolari che, grazie a una rotazione molto rapida (fino a 18mila giri al minuto) che causa quindi un elevato surriscaldamento, tagliano i vegetali in piccoli pezzi, generando una forza centrifuga (cioè diretta dal centro verso l’esterno) che li spinge contro un setaccio con fori piccolissimi, che filtra il succo trattenendo la polpa fibrosa.

L’ossidazione 

«A differenza di ciò che avviene con l’estrattore, il calore generato da questo apparecchio finisce per “distruggere” una parte dei nutrienti contenuti nei vegetali», avverte Erzegovesi. «Non solo. Durante il suo funzionamento, la centrifuga incamera molta aria, favorendo l’ossidazione, un processo chimico provocato dall’ossigeno che causa il caratteristico imbrunimento del succo. Al proposito, una regola che vale sia per l’estrattore sia per la centrifuga: i succhi vanno consumati il prima possibile dopo essere stati preparati, proprio per ridurre i fenomeni di ossidazione».

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