Se il maquillage solare è uno dei settori in più rapido ed interessante – cosmetologicamente parlando – sviluppo, un motivo ci sarà. La risposta è che sono davvero poche le donne che riescono, in spiaggia, a prendersi davvero una vacanza totale anche dal trucco. E per make up non si intende, nella maggior parte dei casi, l’intera routine abituale di ogni giorno in città, ma una sua versione light e semplificata, una sorta di “minimo sindacale” ritenuto comunque necessario per sentirsi curate e a proprio agio anche quando l’unico impegno della giornata è il relax. La questione è molto soggettiva, e divide: c’è chi sotto il sole non sopporta nulla in volto se non l’imprescindibile schermo solare, e chi, senza una spennellata di terra o fondotinta, si sente quasi “nuda”. In genere, non ci sono vie di mezzo. E, in entrambi i casi, alcuni pro e contro.

Trucco al sole: veri e falsi miti

«I problemi del make up al sole sono diversi», spiega la dottoressa Melanie D. Palm, docente alla University of California a San Diego specializzata nelle interazioni dei raggi sulla pelle truccata. «Il makeup definibile “comune”, da banco e profumeria, non è dotato di minimo filtro solare, o, spesso, fino a pochi anni fa, quando anche conteneva un filtro SPF era solitamente in grado di proteggere la pelle solo dalle radiazioni UVB e non dagli UVA che, ricordiamolo, attraversano le nuvole, i vetri e sono tra le prime e più irreversibili cause di invecchiamento cutaneo precoce» spiega.

E poi, ci sono le componenti chimiche: «con il calore, il make up può rappresentare un problema da più fronti, a partire dalla presenza di pigmenti minerali quali il biossido di titanio (bianco), gli ossidi di ferro (nero, rosso e giallo), il silicato di alluminio (blu), frequentemente responsabili di dermatiti e reazioni allergiche. Ci sono poi componenti come profumo, alcool e conservanti, che possono innescare altrettanti meccanismi di infiammazione, intolleranza, macchie». Non bisogna dimenticare che il calore stimola le ghiandole sebacee, causando un aumento della produzione di sebo: mescolato con alcune basi, può occludere i pori e intrappolarvi tossine e batteri, con risultato, un bomerang di brufoletti e imperfezioni.

Le novità cosmetiche

E così, ecco che entra in gioco la cosmesi solare. Una categoria definita spesso “ibrida” fra protezione solare e maquillage, poiché racchiude i benefici di entrambe le categorie in formule pensate per essere tollerate e performanti anche durante l’esposizione, senza compromessi e con sempre meno rischi effettivi per la pelle. Fondotinta, ciprie & co passano, almeno per i prossimi mesi, in seconda linea fra i lanci delle maison, concentrate su BB Cream, cuschion leggerissimi, compatti passepartout e polveri effetto glow, ma super schermanti. In particolare, è boom di lanci delle prime della lista, le bb cream solari: fluide, compatte, più o meno schermanti come veri e proprie protezioni viso, pigmentate come fondotinta ma molto più modulabili nella copertura, non solo proteggono dai raggi ad ampio spettro ma, complici pigmenti dorati riflettenti, soddisfano ogni esigenza di chi teme discromie, imperfezioni & co anche al solleone.

E c’è di più: l’ultima mission comune dei laboratori è potenziare ulteriormente le skill di categoria infondendo le formule di ingredienti rubati allo skincare, come attivi anti-aging, idratanti e potenti antiossidanti. Qualche esempio? La Lierac Sunissime BB Cream, con formula infusa di pro-taurina, è in grado di trasformare i radicali liberi prodotti dai raggi in energia che supporta la rigenerazione cellulare, mentre UV Bronze Face di Filorga, arricchita di polisaccaridi, attivi rassodanti, melano-regolatori, acido ialuronico e vitamine previene la formazione di discromie, disidratazione e perdita di vitalità della pelle.

Il compatto e la BB Cream Shiseido Sport, con tecnologia Wet Force garantiscono una base glowy naturale resistente perfino a sudore e sport, mentre Soleil Bronzer Visage Sun BB Cream SPF 50 di Lancôme è fondente, ultra luminosa e universale su ogni pelle.

Ma ancora, ISDIN Fotoprotector Fusion Water Color SPF 50, colorato a base d’acqua, protegge da UVB/UVA, luce visibile azzurra e infrarossi, mentre tiene a bada e riduce l’untiuosità della pelle con un finish mat impeccabile, così come promette anche 3-Regul Trattamento Globale Colorato SPF50+ di Uriage, arricchito di acqua termale e agenti sebo regolatori, previene la formazione di brufoli, punti neri ed eccesso di sebo. C’è davvero l’imbarazzo della scelta fra le novità appena uscite sul mercato. Che, in un gesto, uniformano, illuminano, proteggono, riequilibrano o tengono sotto controllo ogni tipo di pelle.

Ricordate che

«Verificate sempre che il cosmetico in questione abbia la dicitura “full spectrum, ad ampio spettro”: ciò significa che proteggerà la vostra pelle dai raggi UVA e UVB. Altrimenti, nell’incertezza, applicate un velo di classica protezione solare almeno mezzora prima del trucco, lasciate asciugare bene, e poi procedete con BB cream, cuschion o terre minerali SPF come top», suggerisce la dottoressa Palm.

Le più integraliste non salteranno nessuno dei due step: secondo una ricerca del 2017 dell’Australasian College of Dermatologists, il layering, ovvero la sovrapposizione tra tradizionali schermi solari e make up resterebbe comunque la miglior strategia in termini di sicurezza: la combinazione di ingredienti SPF, pigmenti del trucco e particelle riflettenti di cui le basi solari sono spesso dense, aggiungerebbe un ulteriore strato fisico protettivo dagli effetti dannosi del sole.

Le texture migliori

Preferite le polveri ai prodotti cremosi: asciugano e opacizzano il sebo in eccesso e sono facilmente riapplicabili anche senza specchio, menre le creme tendono a stratificarsi in maniera più evidente sulla pelle, occludendo i pori. E per rinnovare la protezione dopo le ore dovute, optate per le brume, le nuove formule aeree e ultra leggere come acqua micronizzata, vaporizzabili a piacimento sopra il make up, senza il rischio che si rovini.

Gli stick per i dettagli

Ovvero punta del naso, palpebre, orecchie, attaccatura dei capelli, labbra. Se a volte sfuggono perfino alle applicazioni più scrupolose del solare viso, figurarsi al semplice trucco: per le zone più delicate e sensibili del viso, la parola d’ordine è stick. Trasparenti ma densi, solitamente ad altissima protezione, sono applicabili senza nemmeno dover essere spalmati. Dalle labbra, in assenza di un balsamo spf, ai tattoo. E non c’è scusa: entrano anche nelle più minuscole e modaiole pochette da beach club.

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